The Italian Experience

Quando sono in viaggio incontro sempre qualcuno che riconosce e apprezza lo stile italiano.

L’italian life style è ormai un modello a cui ispirarsi per essere e vestire un po’ come noi. Abbiamo raccontato a Paola Guabelo di La Stampa la nostra idea di “The Italian Experience” Ecco l’articolo apparso sul quotidiano torinese…

Per Valentina Mey, fonte d’ispirazione sono i successi dei più grandi artisti pop, quelli degli Anni 60 e 70 soprattutto, e le inossidabili hit dello smooth jazz. Per Paola Fini, invece, la passione si trova nei tessuti Super180’s, nelle fibre nobili e nell’eccellenza made in Biella. E dal co-branding è nata un’«Italian experience», che accomuna musica e stile.

Figlia d’arte, con una grande versatilità vocale e la capacità di cogliere le sfumature dei vari generi musicali proponendo un suo personale sound, la cantante ha puntato da subito sull’intrattenimento privato, feste ed eventi aziendali che l’hanno portata in giro per il mondo. E ha le ali ai piedi anche l’imprenditrice che ama definirsi «traveling tailor» e che, da oltre 10 anni, si occupa di sartoria maschile per clienti selezionati in Europa e Oltreoceano, cui trasmette i valori dell’eleganza «cucita su misura non solo sul corpo ma anche in base alla personalità di chi li indossa».

«Mi sono accorta che durante le feste, soprattutto gli stranieri che vi partecipano, vogliono sapere di più non solo sulla musica ma anche sul nostro stile, sulla nostra cultura del bello – spiega Mey -. In altre parole vogliono imparare come la creatività e il saper fare possono entrare in tutti i campi, dal buon bere al vestire elegante. L’essere italiani in giro per il mondo ha un grande valore aggiunto, non solo nella moda ma anche nello stile di vita, nella nostra capacità di abbinare le cose con gusto e quel pizzico di leggerezza. Con Paola abbiamo allora deciso di proporre un “pacchetto” che si adatta alle esigenze di una scoppiettante festa di compleanno come a un irreprensibile meeting fra manager, partendo dalla colonna sonora, per arrivare ai suggerimenti sul vino e al dresscode».

«Il dresscode lo hanno inventato gli inglesi ma, anche se sembra impossibile, proprio loro quando devono venire in Italia sono i primi a voler sapere come devono vestirsi – prosegue Fini – Gli stranieri ci conoscono per Michelangelo, per la perfezione e il profumo di un piatto di tortellini, per la Ferrari e il Colosseo, ma le cose sono cambiate, vogliono portare a casa, negli occhi e nel cuore, delle emozioni. E vogliono anche essere all’altezza della situazione. L’aperitivo, per esempio è una cosa tutta nostra, serve la musica giusta, l’abito adatto. E noi abbiamo le risposte».

Amiche da sempre, pur se operative su fronti diversi, Paola Fini e Valentina Mey hanno imbastito una vera operazione di co-marketing.

«Invece di viaggiare da sole per il mondo, abbiamo capito che questa poteva essere l’idea giusta per condividere l’esperienza dell’una con l’altra, portando con noi ciò che più amiamo fare, il nostro lavoro. Abbiamo età diverse ma una forte e sincera amicizia che ci lega, oltre a curiosità e la passione per l’arte, la moda e il viaggio. Così quell’intuizione è diventata subito una realtà».

Il risultato è un’esperienza multisensoriale, tra divertimento e intrattenimento, tra assaggi e racconto di ciò che «fa italiano».

«La scorsa estate ho cantato su uno yacht per un’emiro – conclude Mey -. Nelle ultime settimane sono stata in una multinazionale di giocattoli a Norimberga, due giorni dopo ad Ancona per il varo di una barca e poi a Firenze per un evento di team building aziendale. Quasi negli stessi giorni Paola è stata a Londra, poi a Monaco di Baviera e a Roma per incontrare clienti cui mostra nuovi tessuti e tendenze. Altre volte giriamo il mondo insieme e uniamo le nostre professionalità».

Paola Guabello – La Stampa

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